Introduzione

Parnaso è, nella tradizione, il luogo della conoscenza e della creazione. In questo progetto, non coincide con un’origine mitologica, ma con una struttura: un sistema attraverso cui le immagini prendono forma e si rendono visibili. Il lavoro di Giorgio Tentolini si sviluppa intorno a un processo di emersione. Attraverso la sovrapposizione di rete metallica, l’immagine non si impone mai come evidenza, ma affiora progressivamente. Il volto è costruito per stratificazione, come se emergesse da una trama che lo precede. La rete è il dispositivo centrale di questa ricerca. È materia concreta e insieme modello: richiama sistemi biologici, connessioni neurali, infrastrutture tecnologiche, ma anche relazioni umane, memoria e tempo. Non separa, ma mette in relazione. Non definisce, ma lascia emergere.

All’interno di questo sistema convivono due serie fondamentali. Pagan Poetry nasce dalla statuaria classica greco-romana e neoclassica, e riflette la costruzione storica dell’immagine del corpo. Eídōlon introduce invece figure generate attraverso intelligenza artificiale: volti plausibili ma privi di origine, costruiti da reti di dati. Tra queste due dimensioni non esiste opposizione, ma continuità. In entrambi i casi, l’immagine è il risultato di un pro- cesso: selezione, costruzione, trasmissione. Il percorso espositivo si sviluppa negli Appartamenti del Principe della Reggia di Colorno, spazio storicamente pensato come luogo di rappresentazione e di ordine. Le stanze, con i loro apparati decorativi e simbolici, non costituiscono un semplice contenitore, ma entrano in relazione con le opere, rafforzando e amplificando i temi affrontati.

All’interno della Reggia ha sede anche ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, istituzione che fonda il proprio approccio sull’innovazione e sulla trasmissione del sapere attraverso la pratica. In questo contesto, la cucina diventa a sua volta un sistema di conoscenza, in cui tecnica, cultura e sperimentazione si intrecciano. La presenza di ALMA introduce un ulteriore livello di lettura: quello di un sapere che si costruisce nel fare, attraverso processi concreti e trasformativi. Il progetto si articola come un sistema attraversabile in entrambe le direzioni. Esperienza, conoscenza, innovazione, azione, intervento, trasformazione e senso non sono fasi sequenziali, ma condizioni che si ridefiniscono a seconda del punto di osservazione.

In questo contesto si inserisce il dialogo con GSK, realtà impegnata nella ricerca scientifica e nella trasformazione della conoscenza in cura. I suoi ambiti di intervento — prevenzione, vaccini, immunologia, oncologia mirata, HIV e ricerca biomedica avanzata — si sviluppano come un siste- ma complesso, in cui il sapere non è isolato, ma distribuito in una rete di relazioni tra dati, tecnologie e competenze. Come nelle opere, anche nella ricerca contemporanea il cor- po non è più un’entità isolata, ma un sistema interconnesso, attraversato da processi che ne determinano il funziona- mento, la vulnerabilità e le possibilità di trasformazione. Attraversare Parnaso significa entrare in questo sistema. Non seguire una narrazione lineare, ma muoversi all’interno di una rete, in cui ogni immagine è insieme origine e conseguenza, e ogni passaggio può essere riletto alla luce degli altri.